venerdì 23 ottobre 2015

I miei inquilini, le mie ossessioni. Potere di una virgola

A casa Maxi abbiamo trascorso questo giro di giostra affogando in un progetto inevitabile: aggiornare la cameretta da bebè a bambini. In tempi non sospetti, all’inizio dell’anno, tra una lavatrice e una lavapiatti sono stata assalita dal tarlo del cambiamento - e quando mi succede Maxi trema di paura. Non potendo cambiare casa o marito (troppo faticoso e troppo dispendioso in entrambi i casi), ho eletto la cameretta dei bambini vittima sacrificale della mia frenesia. Da quella sera il piano si è inclinato in modo irreversibile: progetti, disegni, idee, conferenze con l’amico architetto, cene con quello designer, tavole rotonde con le amiche, incursioni nelle case di tutte le famiglie del mondo occidentale per capire, copiare, scegliere, decidere e soprattutto ripetuti e cadenzati viaggi al mobilificio svedese - il cui software di autoprogettazione è diventato Vangelo. Una volta chiarite le idee, fatto i dovuti calcoli (ovviamente per lo più sbagliati), poco prima dell’estate sono arrivati i Brianza Dream Men e hanno spaccato, tirato, colorato etc...come da copione.

Il lato oscuro della faccenda è stato svuotare la cameretta.

Ero sicura - povera illusa - di avere due lettini, un armadio con dentro meravigliose scatole e scatolette e una manciata di contenitori di giocattoli: un paio d'ore di lavoro! “Per me è NO” ha urlato la cameretta stizzita da tanta mia tracotanza e ha cominciato a vomitare quintali di qualsiasi cosa: giocattoli, cianfrusaglie e inutilità varie accumulate in sei anni illuminando la mia mente di "giovane" mamma: i bambini sono degli hoarder naturali. A Luglio sarei venuta benissimo in uno di quei programmi della tv satellitare: un esperto di Accumulo Compulsivo alla porta, un cameramen che indugia sui pezzi di un omino di lego, sul braccio staccato di una bambola, su un vestito sdrucito di una bambola, spiegando al pubblico l'origine traumatica di questo disturbo sui miei bambini così piccoli…

Da quella stanza sono usciti giocattoli interi e a brandelli, libri interi e a brandelli, disegni, legnetti, rami di alberi, giornali, ritagli e palline di carta, brandelli di qualsiasi cosa gli sia capitata tra le mani in questi primi anni di vita: la chiave di un albergo, la carta di una merendina…quella camera era formata da tali e tanti strati pressati che uno speleologo ci scriveva la tesi di dottorato: minuscole porzioni di materiali vari appartenuti a chiunque. Ho trovato qualcosa in qualsiasi luogo. E sì che periodicamente compro scatole…ma non sarei io se non vivessi in modo totalmente dissociato l’acquisto compulsivo di scatole svedesi e la necessità di riempirle di “robe” (Micro cit.)

Io e le mie pulsioni psicotico ossessive e una buona dose di ansia da controllo, questa volta abbiamo comprato svariate scatole rosa e azzurre nel tentativo di ri-dividere, ri-catalogare almeno una parte di quella massa - che nel frattempo aveva invaso l’intera superficie dell'appartamento in una specie di incontrollato blob - e trasformare la loro stanza in una cameretta di bambini “grandi”. Mai decisione fu più ardua e perigliosa. Ho combattuto l’impulso di usare un lanciafiamme per svuotare la camera – in barba a qualsiasi teoria psicopedagogicologicobuonista, ho affrontato estenuanti negoziazioni che portassero a rinunciare alle 47 versioni di cubi (il giocattolo ripetuto in svariate fogge è stato oggetto del mio odio più feroce) più adatti a bebè di 10 mesi in favore del vulcano dei gormiti, ho trascorso lunghe serate cercando di dare un senso al loro delirio con il quale volevano dimostrare che quel pezzetto di plastica era un ricordo indelebile di qualcosa che in quel momento non ricordavano.

Tutto bene quel finisce bene la cameretta ha visto la luce a settembre – esattamente 9 mesi dopo il suo concepimento. L’ho arredata e riempita lentamente in modo ordinato, preciso, catalogando ogni cosa, dividendo spazi e giochi…ho passato serate a stringere brugole a piegare magliette, a contare gormiti ed ecco lei…esattamente come l’avevo immaginata, disegnata, pensata…mi piace, mi piace un sacco, è bellissima, è proprio bella, sono molto orgogliosa della MIA cameretta, perché è MIA, vero?

Ed ecco che mentre mi crogiolo nella contemplazione della MIA camera, arriva Maxi guastafeste a farmi notare con sardonica soddisfazione che no, non è mia ma è LORO, che devo uscire da quella stanza e consegnarne il destino ai legittimi proprietari perché la devastino come da programma…ecco il perché di questo lungo silenzio: per giorni sono rimasta seduta davanti alla porta della cameretta a godere di questo angolo di ordine, uno spettacolo ormai inusitato dalle mie parti. Ordine e profumo di nuovo…non so se riuscirò a girare la testa dall’altra parte per i prossimi 8 anni (perché ho già stabilito oggi che ci rimetterò mano tra 8 anni…se no non sarei ossessiva!). Lo faccio, giuro…uno di questi giorni restituirò la cameretta ai miei inquilini non paganti…giusto in tempo di fare qualche foto…per ricordarla com'era prima della calata dei nanidagiardino.


Oppure...ho una proposta: IO me ne andrò dalla loro cameretta quando LORO se ne andranno dal mio soggiorno (che sarà la vittima 2016 delle mie purghe staliniane).

venerdì 9 ottobre 2015

Discesa libera

Siamo ufficialmente in  discesa. Una volta passato Agosto si scollina e incomincia la discesa che porta alla fine dell’anno in una corsa sempre più veloce, sempre più in pendenza per finire con la solita scarica di adrenalina.

L’anno solare è come il giro d’Italia: un ottovolante prevedibile quanto spaventoso. Da gennaio a luglio è tutto in salita, lentamente quanto inesorabilmente la strada si fa sempre più faticosa fino alla volata finale verso la cima, premiata dall'assolata piana agostana.

Giugno è campo base, il mondo si ferma in pausa: sport, scuole, sceneggiati tutti finiscono e il clima si fa rovente. In casa è caos: dovemettoilnanetto è il refrain; in ufficio è caos: devichiudereilprogetto è il comandamento, la coppia scoppia, gli aperitivi di saluto pre vacanza (manco si partisse per la Legione Straniera) mettono a dura prova l’agenda e la dieta pre bikini (tutte le donne dichiarano di mangiare solo carote “TRANNE stasera che faccio un’eccezione”!).

Luglio è precario per definizione: corsi, settimane, nonni…nel magico mondo dei genitori il drill è tanto noto quanto terrificante. Ma dopo Luglio arriva lui: il climax, lo zenith, la soluzione a tutti i mali, il gong, il traguardo di tutte le famiglie:

Agosto, il capo dei capi. Sorge il sole del primo di Agosto e il mondo si zittisce in incredula sospensione…è arrivato. Abbiamo contato i minuti che ci separavano a questa alba. E desso? Ecco che inizia la cantilena: “Quando finisce Agosto?!” “Ma che caldo fa?” “E’ l’Agosto più caldo degli ultimi 300 anni” “Non ne posso più del caldo” “Oddio le ferie che ansia: valigie, code, caldo, non me ne parlare”…perché alla tentazione del cahiers de doléances non resiste nessuno, mai! Ma è una ruota che gira, basta un po’ di pazienza ed ecco:

Settembre, il praticello fiorito dove inizia la discesa: all’inizio lenta, piacevole, fresca e poi..una volta preso l’abbrivio una rapida che vola fino a Natale veloce come Bartali sull’Allos, una fuga a velocità Mach1. Incomincia con il ritorno a casa, quando bisogna unzippare la macchina perchè rigurgita bagagli e pezzi di bagaglio da ogni anfratto metallico (oggetti che non si sapeva fossero lì dentro, che non si sa bene chi li abbia infilati lì…e come!), zippare la lavatrice dei primi 3455 carichi, spargere parei, costumi e sabbia sul tappeto del soggiorno (che come per i coriandoli, non c’è aspirapolvere che tenga!), guardare gli stivali fare capolino, uscire di casa e…trovare nelle vetrine sciarponi e cappotti!

A Settembre poi ricomincia tutto, perché lui è il vero mese n.1: le scuole, gli sport (dei piccini che ci vanno perché qualcuno li porta e dei grandi che si iscrivono ma poi non hanno tempo di andarci!), gli aperitivi per salutarsi dopo il ritorno dalle vacanze (che sono notoriamente pericolose) e l’ansia da partenza che tutti scaricano addosso a tutti: le scuole con il loro infinito materiale assolutamente necessario e da comprare entro “ieri”; il capo e i progetti di tutto il quarter che devono ovviamente essere finiti entro “ieri”. E mentre in tv incoronano Miss Italia in una serata glamour, tutti in abito da sera e tacco 12, la mammamedia è in tuta a sistemare valigie, sacchi, zaini e armadi.

Ottobre è il mese della rassegnazione: la lavatrice ha finito di lavare teli mare, tutto e tutti sono correttamente incasellati nelle proprie routine ed è il momento perfetto per godersi l’arrivo dell’autunno. Prima che il generale inverno arrivi a bulleggiare questa fetta di mondo, prima che sia ora di scendere in cantina a prendere l’albero di Natale, prima che Novembre spenga il rosso delle foglie con il suo grigio fumo.


La famiglia Maxi ha affinato negli anni il rimedio perfetto per godere fino in fondo di queste settimane (anche per le altre, ma questa a me piace in particolare): radunare gli amici attorno a un tavolo e apparecchiarlo con funghi, vino rosso e polenta. Se poi vicino al tavolo luccicano i motori delle due ruote, allora sì che è l’autunno è perfetto.

martedì 22 settembre 2015

E ma tu sei fortunata!

Le donne sono competitive. Le mamme sono competitive al quadrato.

E’ una verità vecchia come il mondo. Erano competitive tra di loro già le donne dei tempi di Cro-Magnon (sulla cui evoluzione...sorvolerei). Se una raccontava dell'ultima enorme bistecca di dinosauro che aveva cotto, l’altra sosteneva di averlo mangiato crudo e la terza, ancora vivo. Accampate davanti al fuoco dopo una lunga marcia, se una si dichiarava un po' stanca, la ganza di turno sosteneva di aver camminato per 10 ore con i gemelli appesi a entrambi i seni, il grande dietro le spalle ed essersi nutrita di carne secca di stegosauro, preventivamente preparato in un’apposita sacca di pelle di bufalo, prontamente cucito prima che la tribù partisse. Sono passati 30 mila anni, oggi le sue discendenti vivono nei nostri parchetti, si nascondono nelle nostre scuole, si confondono tra i nomi delle amiche nelle nostre rubriche.

Le donne competono su tutto: quanto tempo intercorre tra una ceretta e l’altra, quanto spendono per la manicure, che tempo faceva nel weekend. La madre di tutte le competizioni è il parto. E' guerra senza esclusione di colpi. Ho sentito di donne che hanno partorito senza che nessuno se ne accorgesse, in ufficio, durante un intervento in video conferenza discutendo i risultati di mid-term, travagli durati settimane o manciate di secondi, donne che hanno urlato come tarzan o hanno taciuto come Rambo.

La mammitudine trasforma la più dolce delle fanciulle in una guerriera metropolitana per il resto della vita. Al mercato il giovedì mattina la Signora Rosa, un’arzilla 80enne con 1 figlio, 2 nipoti e un bisnipote non resiste alla tentazione di puntualizzare alla Signora Maria, la sua vicina di casa 79enne, quanto è fortunata a non avere ancora un bisnipote perchè è un lavoraccio.

Ed eccola servita: la ultimate weapon di una mamma, la stessa a qualsiasi latitudine: “ma tu sei fortunata”. Questo è il cavallo di Troia con il quale sfondare la barriera nemica. La rivale è SEMPRE più fortunata: ha un chi, un come, un dove, un quando migliore. Comunque migliore. Il nonno c'è anche se è centenario e sordo, il marito c'è anche se è disoccupato…non importa quale sia la reale situazione, l'altra è comunque sempre e solo “PIU’ FORTUNATA” magari anche “BEATA” invece lei "è sola". 

Dopo 6 anni di militanza nell’arma delle mammemedie, questa frase mi provoca la dermatite e sarà oggetto di ammenda pecuniaria quando sarò capo del mondo. Esiste una sola e unica verità in questo millennio di corsa: tutte le mamme sono sole. Kate Middleton è sola, Maria Antonietta era sola più di lei, la mia vicina di casa lo è. Io sono sola.

Tutte le mamme sono sole davanti alla propria vita, la propria agenda, la propria situazione lavorativa, famigliare, sociale, geografica. Sole in sala parto - il marito tiene la mano ma la fatica è sua. Sola davanti al capo - anche fosse quello riflesso nello specchio del bagno - a cui deve annunciare la maternità, decidere assenze, part-time, dimissioni, proporre soluzioni. Sola quando ha 4 nonni, una tata fissa, una vicina di casa zitella puericultrice in pensione, una cugina universitaria. Casalinga, manager, infermiera che lavora su turni, pendolare, quella che guadagna un milione, quella che ha i parenti a timbuctù o al piano di sopra. Quando una mamma deve pianificare il ritorno alla vita civile - qualsiasi essa sia - decidere della sorte delle giornate del nanetto quando la banca esige il suo tributo di sangue mensile, il capo esige più tempo del geranietto…è sola.

Io ho personalmente un’insana passione per la programmazione quinquennale di dittatoriale memoria e come me molte altre ma c’è chi preferisce l’esperienza, chi l’improvvisazione, l’istinto…va tutto bene tanto tutto porta allo stesso risultato: il caos. Non esiste la “fortuna”, esiste solo l'inderogabile necessità di organizzarsi la vita. Io ho una struttura multilevel che va dalla routine all’emergenza nucleare. Tutto programmato quando ero incinta. Nessuna fortuna. In realtà nulla funziona quando serve e occorre una buona dose di improvvisazione ma improvvisare su una regola mi rilassa.

A casa Maxi Settembre è stato il mese degli inserimenti: una principessa alla materna e un giovane padawan alle elementari. L’inserimento è stato breve ma intenso, più nostro che loro. Le strutture - pubbliche – in cui li abbiamo arruolati molti mesi fa ci avevano preparato bene e soprattutto per tempo. Ci hanno offerto una disciplina prevista e sicura per accompagnarli in queste nuove avventure. Il mio “staff” è stato inutile quanto a inserimento, si è limitato a riprendere le deleghe per i recuperi mentre io sono necessariamente al lavoro. Protocollo già sperimentato, sapevo che girare i tacchi era uno strappo (per me), che stavo aprendo nuovamente le porte a mondi a cui non mi sarebbe più stato dato l’accesso. E sarà così per sempre, li guarderò uscire di casa con la stessa apprensione con cui li pesavo dal pediatra ogni settimana. Come tutte le mamme del mondo.

Ora è il momento della routine. Io consegno, la tata recupera. Fino al 30 luglio.


E non c’è compagnia, fortuna, beatitudine che tenga, l’agenda e l’emozione di una mamma sono profondamente sue solitarie e uniche. Buon anno a tutte le mamme con l'agenda in mano.

lunedì 7 settembre 2015

in fila per 6, col resto di 2, ovvero: tanti auguri a me

Tanti auguri a me che ieri ho spento le candeline di un numero strano, uno di quelli uguali e a me, i numeri uguali, non sono mai piaciuti. Non lo so perchè ma è così e ora lo sapete tutti.

Gli anni uguali sono anni di passaggio, anni ombra: nè buio nè luce. Indefiniti. 

A 11 anni hai finito la prima media. E’ finita l’emozione per l’inizio del nuovo ciclo, quella per il primo compleanno con il numero doppio, è finita l'era in cui sei una bambina a cui tutti pizzicano le guance. Ma…non sei ancora una ragazzina, sei in seconda media che - diciamocelo - è una classe davvero insulsa, in cui la cosa più importante non è gestire le informazioni che entrano nella testa ma quelle che ci sono già, quel caravanserraglio di impulsi che oscillano tra la barbie e la ceretta. Né bimba, né ragazza. E' quell'anno che passi a rispondere alla domanda: ti sei già sviluppata? Sei decisamente in mezzo al guado.

A 22 anni guardi la laurea senza binocolo (io sono miope quindi niente domande) ma di notte hai ancora gli incubi per l’interrogazione della matura (sic). Puoi bere alcolici ma ti chiedono la carta d’identità (cosa che anni dopo rimpiangerai). Sei fidanzata da anni ma la storia non spunta da nessuna parte, non adesso. Né ragazza, né donna. E' quell'anno che passi a rispondere alla domanda: quando ti laurei?

A 33 anni sei Arlecchino servitore di 1000 padroni, il "liberi tutti", non si capisce più niente. Chi figlia, chi si sposa, chi parte, chi torna, chi si lascia, chi gozzoviglia. E' l'anno che trascorri a scappare perchè le domande si sono centuplicate e siccome sei grande tutti si aspettano una risposa sensata...che ovviamente non c'è. Quando ti sposi? Quando fai figli? Quando fai il secondo? Perché non fai il terzo? Devi cambiare casa? Come fai con il lavoro? Vai ancora in moto? Sei tornata alle 2 ieri notte, ma come fai? Donna ma non troppo.

A 44…ve lo racconto l’anno prossimo ma mi sento esattamente come gli altri anni doppi, a metà ma non troppo, di un cammino:
ü Laurea: fatto 
ü Matrimonio: fatto 
ü Figli: fatti  (due, maschio e femmina…il terzo proprio non occorre)
ü Casa: cambiata (la ristrutturo ma per certo non la ricambio) 
ü Lavoro: sempre lo stesso (e ringrazio), arranchiamo insieme inventando spazi e tempi
ü Marito: sempre lo stesso (e ringrazio), arranchiamo insieme inventando spazi e tempi
ü Amiche: ci provo (con quelle vecchie, comode come le ballerine del terzo appuntamento e con quelle nuove, eleganti come i tacchi del primo - in attesa di decidere se mettere via la scatola o comprarsi un paio di ballerine)
ü Amante: non ce la posso fare
ü Palestra: quest’anno ce la faccio (disse la volpe all’uva)
ü Dieta: tra un pasto e l’altro (da sempre)


Non sono a metà dei 40 ma non sono più nemmeno vicino ai 30…di nuovo in mezzo, come il prezzemolo. Però...(e io adoro i "però")...ho recentemente scoperto che il prezzemolo è l’ingrediente perfetto, quello che cambia il sapore di un piatto, di una centrifuga, di un condimento, cambia il profumo, l'aroma, il colore. Se non c'è non manca ma se c'è si sente.

Come me.

Buon compleanno a me.

giovedì 30 luglio 2015

BUONA MEDUSA A TUTTI

1.     Ho lavato tutte le bavaglie del nido. Sono uscita da quella casetta bassa immersa nel verde chiudendo la porta e archiviando un periodo davvero intenso e felice della mia vita 2.0, iniziato con diffidenza il 16 dicembre del 2009 con un fagottino di 7 mesi in braccio e nessuna intenzione di affidarlo in mano a chicchessia. Ero una paladina del progetto “nido a 6 mesi”…finché non mi hanno chiamato e sono andata a conoscere le maestre con lo sguardo a metà tra Maria Antonietta verso il patibolo e una tigre siberiana a cui tolgono il cucciolo. Il giorno dell’inserimento Assunta ha sorriso, Stefania mi ha lasciato acclimatare seduta su un materassone morbido con Mini tra le braccia, Laura e Chantal hanno continuato a lavorare con gli altri bambini e mi hanno lasciato studiare "il nemico" che era più amico di quanto sospettassi. Mi sono fidata e ho affidato Mini con un misto di emozione, paura, senso di colpa, ansia, orgoglio…tutto insieme. E’ stata un’esperienza di vita meravigliosa. Ho guardato Mini crescere indipendente da me e con l'arrivo di Micro ho consolidato rapporti, legami e abitudini, e ho avuto tempo per prepararmi alla separazione. Dopo 6 anni ho abbracciato Chantal piangendo calde lacrime (io nel dubbio…piango). Non è un addio ma un arrivederci…anche se tutti sappiamo che sarà complesso…nessuno aveva voglia di separarsi. Non posso più rimandare, sono uscita dal cancello pensando che…siamo cresciuti tutti!
2.     Ho lavato il cuscino e la coperta della materna. Sono uscita da quella casetta bassa immersa nel verse accostando la porta. Qui non è ancora il momento dei saluti, a settembre si ricomincia con Micro. Ho tempo per pensare al distacco da Carla, Antonella e il suo sax. Con loro Micro lavorerà tantissimo, ascolterà musica – da Beethoven a Nanni Svampa passando per i bersaglieri e Dolly Parton; ballerà musica country e imparerà che il mondo è una meravigliosa e complessa sfumatura di rosa. Mini è contento di passarle il testimone della classe "rubino", le lascia in eredità Achille e Federico. Per lui è come restare ancora per un po’ con i “suoi amici” e per me è un angolo di quiete in un anno carico di novità.
3.     Ho sbirciato dentro la scuola elementare facendo shopping compulsivo di tutto il materiale della lista che ci hanno consegnato al momento dell'arruolamento. E' una lista evidentemente stilata a totale uso e consumo delle mammemedie che soddisfano l’ammaliante richiamo della cancelleria – nessuna donna resiste davanti a uno scaffale pieno di piccoli oggetti colorati - placano l'ansia da novità pianificando per tempo e cominciano a familiarizzare con l'idea di entrare nel complicato comparto scuola. Ho raccolto il messaggio ringraziando la scuola per la lista perché tanto avrei comprato qualsiasi cosa in ogni caso, ho fatto il mio dovere di mammamedia, sono andata alla slunga e ho comprato tutto ma proprio tutto nella placida mollezza di Luglio: una soddisfazione quasi immorale!
4.     Ho iniziato i lavori di ristrutturazione della cameretta di Mini e Micro ma non li ho finiti e così io e le mie ossessioni dovremo fare i conti con il caos fino a settembre. Ho pescato la carta degli imprevisti che diceva: “l’elettricista arriva oggi, l’imbianchino a settembre”. Ho deciso di essere zen perché sono troppo stanca per oppormi e perchè tra tante cose fatte, un incompiuto ci vuole.
5.     Ho fatto le valigie: organizzate, ordinate, logiche, ossessive. Ho sicuramente dimenticato tutto l'assolutamente necessario e impacchettato tutto l'assolutamente inutile! E ho un passato da motociclista: ieri partivo con uno zaino, ora mi serve un truck Gondrand. Io sono comunque molto soddisfatta di avere messo via anche le mollette per i sacchetti dei biscotti. Maxi – l'ignaro ingegnere del bagagliaio perfetto – lo sarà un po’ meno ma…senza le mollette svedesi per i sacchetti dei biscotti...non parto! Maxi deve farsene una ragione.

Siamo sopravvissuti al Luglio più torrido del millennio, alla stanchezza e alla confusione tipiche della stagione. Ho salutato, celebrato, festeggiato, incoraggiato, organizzato, pianto, riso e chiacchierato. Pertanto, premesso quanto sopra, è giunto il momento di chiudere la baracca e l'agenda, lasciare andare la zavorra e...fare la medusa: farsi cullare dalla corrente e lasciare passare il tempo incosciente e leggera.

giovedì 16 luglio 2015

Quando sarò capo del mondo: addendum estivo

Breve lista (sempre più cialtrona) degli aggiustamenti da dare al mondo. La mia campagna elettorale è continua e costante e il passare del tempo porta consigli e idee per nuove leggi e decreti da emanare quando mi sarò incoronata capo del mondo:

  • severissima revisione del vocabolario. Conto di pubblicare una lista di parole da eliminare dal vocabolario e anche l’elenco delle ammende in caso qualcuno le utilizzi:
    • modulo - saranno eliminati tutti i moduli, la parola e il concetto di modulo e anche il verbo compilare. I moduli sono inutili, chiedono tutti le stesse cose per gli stessi enti che evidentemente non sono capaci di archiviare e condividere le informazioni, che quindi non sono così tanto importanti;
    • password - sarà obbligatorio usare un univoco generatore di password per tutto. Per fare qualsiasi cosa ci vuole una registrazione (e riecco che torna il modulo da compilare) e poi inventare una password. Ogni sito la vuole diversa, numeri, lettere, non questo non quello, non così non cosà...poi la dimentichi, perdi tempo, la devi rifare e perdi ancora tempo. Per fare una cosa per cui occorrevano 4 minuti ci metti 4 ore..e devi necessariamente essere super nerd;
    • privacy - parolona che tutto protegge e tutto espone. Non si può fare niente per la legge sulla privacy ma non posso scegliere se accettare o meno di condividere i miei dati, se non accetto non faccio…e di nuovo moduli da compilare;
    • che problema c’è (e tutta la sua famiglia di tranquilla e fìdati) - se te lo sottopongo vuol dire che per me è un problema. Sono tranquillissima ma se me lo ridici ti tiro un pugno: ho un problema che ho affidato a te perchè lo risolvessi. NON non dirmi di stare tranquilla, ascoltami e RISOLVI
    • ..... spazio per altre parole antipatiche
  • abolizione delle 12 settimane di pausa estiva scolastica - l’estate non ha senso, è complicata e costosa. La risoluzione dell’estate ha un costo (in termini di denaro, energia e sinapsi) inversamente proporzionale al suo beneficio. L'estate ha senso solo nell'età scolare quando è infinita, poi diventa un lavoro più impegnativo della gestione del bilancio di una nazione. Per altro si passa da 12 settimane di VACANZA a 2 settimane di FERIE senza passare dal via...trauma inutile. Aboliamo l'estate e non se ne parla più. L’estate oggi è faticosa e costosa per una mammamedia, occorre: personale, idee, strutture, denaro, tempo e comunque è uno strazio per tutti perché è un rattoppo nella maggior parte dei casi. La nuova estate sarà composta di 6 settimane di vacanza: da utilizzare al massimo in gruppi di 2 durante tutto l’anno. Questa è una manovra difficile da far passare - ma io sono il capo del mondo, non democratico per definizione. Però sono gentile, quindi...le 12 settimane di vacanza attuali possono essere considerate "sabbatiche" e formative degli studenti a patto che la famiglia dimostri di occuparle in attività interessanti e divertenti.
  • la settimana sarà strutturata con 3 giorni festivi e 4 lavorativi. Dei 3 festivi, 1 è sfalsato dal resto della famiglia, perchè sia dedicato a sé stessi, privato e intoccabile: dormire tutto il giorno, passeggiare, guardare un film romantico...tutte attività lecite mentre il resto della famiglia è al “lavoro”.
  • .....
Giusto alcuni punti di “governo”, per prepararmi alle inutli elezioni che vincerò per autoproclamazione, essendo personalmente d'accordo con me stessa.

lunedì 6 luglio 2015

Cronisti d'assalto o chiacchieratori da bar?

Il mondo pullula di portatori sani di informazioni (e di certezze): i sàponi, i saputelli, gli onniscienti, i saggi, i custodi dei segreti, quelli a cui wikileak fa un baffo, quelli che...lesannotutte!

Io sono la cugina di Pollyanna e la sorellastra di Heidi e ho uno spiccato, spiccatissimo gusto - puro gusto - della chiacchiera (se non si fosse capito), della libera circolazione della notizia (il pettegolezzo no, è come il junk food…buono ma tossico). Credo nella chiacchiera come unico dio sociale e che chiacchierare dei fatti propri e – ancora meglio – di quelli degli altri, sia un modo allegro per salvarsi dalla follia.

Purtroppo là fuori c'è una giungla, altro che caprette che fanno ciao. Là fuori c’è un esercito di chiacchieratori con il gusto della competizione, del war games, della corsa allo scoop.

Ho deciso che il sàpone si declina in precise categorie:

L’EGOCENTRICO: autoreferenziato e prepotente, cambia argomento e fa cadere la notizia: “Sonia si è sposata, che bello” “sì lo sapevo da settimane. Io ho trovato per terra 500 euro, questo sì che è bello!” Fa cadere dall’alto che sa già tutto, non dà dettagli, sposta l’argomento su di sé e ti lascia lì con lo sguardo perso delle mucche che guardano il treno.

L’ONNISCENTE: enciclopedico e preparato, un professore, un serial killer che se non lo fermi ti soffoca di dettagli: “Sonia si è sposata” “sì certo con Marco. Lui ha già due figli, Marina e Martino, nati prematuri entrambi e lui non li voleva e dopo la separazione lei vorrebbe cambiare casa ma lui non ne vuole sentire parlare, è un taccagno…e bla bla bla”. Per fermarlo lo devi picchiare altrimenti prosegue fino a 3 generazioni indietro di chiunque. Ti lascia esausto, con un carico di informazioni inutili che ovviamente spostano l’attenzione dal romantico matrimonio di Sonia il quale poverino richiederà almeno sei mesi per essere ripulito da questo strato di dettagli pulp.

L’ATTENDISTA STRATEGICO: non ti chiama, se ti chiama ti parla di tutto ma non di quello, aspetta…deve capire se sai. E’ quello del iononsosetusai e tu – che lo sai – sai anche che con lui la conversazione deve rimanere sempre sul pelo dell'acqua perché iolosomatunonsaicheioloso: “mi sa che ho la febbre come tutta milano” “anche tu sai che tutti hanno la febbre?”. Bisogna mantenere alta la guardia mai scivolare: “so che anche Rosa ha la febbre da una settimana” ecco….la miccia che aspettava: sì ma tu non sai che è andata la suocera ad aiutarla con i bambini e hanno litigato perché ha portato del cioccolato e bla bla bla…ecco che lui gode nel sotterrarti di notizie inutili.

IL TENNISTA: competitivo assoluto. A lui non importa la notizia, gli importa solo di possederla per primo e deve fare in modo che tutti lo sappiano. E' il solo depositario della notizia e vuole essere riconosciuto. Se caschi nella sua rete...è Wimbledon, finale con Mc Enroe:
“Giorgia aspetta un bambino”
“sì, lo so da settimane”
“io l’ho saputo appena l'ha scoperto”
“io sono stata la prima a cui l’ha detto"
"io l’avevo già capito”
“a me l’ha detto il giorno che ha fatto il test”
“io ero con lei quando ha fatto il test”
match point…arrenditiiii e invece no…
"io le ho consigliato di fare il test, l'abbiamo comprato insieme”
“ero con lei la sera prima, le dava fastidio l’odore del caffè, le ho detto subito che era incinta"
“ero con lei la settimana prima, aveva un ritardo di due giorni...era ovvio che fosse incinta
“l'avevo allarmata già il giorno precedente, di solito era puntuale, un giorno di ritardo era sospetto”
“la settimana precedente non aveva la solita faccia da pre-ciclo...gliel'avevo fatto notare”
Volè bassa e...si riparte:
“comunque è una femmina, me lo ha detto ieri”….e si ricomincia!
Per fermarli ci vuole una secchiata d’acqua gelata.

IL CORRETTORE: “Marina è stata investita a un incrocio” “non è stata investita, è stata tamponata, ed era una rotonda”…sgrunt.

L’INTERRUTTORE: “Marina ha avuto un incidente…” “è caduta di nuovo” “no aspetta…l’hanno tamponata” “aveva frenato di colpo” “no, aspetta stava svoltando” “ecco, la rotonda pericolosa vicino a casa” “no, aspetta era al supermercato” “sicuramente non ha fatto il cid, sarà stata di fretta” Mi arrendo: chiama Marina

L’IGNORANTE TRAVESTITO: “Amilcare ha comprato una macchina pazzesca” “non ci ho fatto caso” “ma se ieri aveva una 128 grigia e oggi ha un Hummer bianco grande come una villetta a due piani?” “non me ne ero accorto” in realtà sa un sacco di cose ma vuole la tua versione, vuole farti mostrare il fianco per poi prendere di colpo le redini e svelarti dettagli che nemmeno Amilcare sa.

IL SAPONE PURO: non conosce il fatto in presa diretta ma ne possiede tali e tante versioni che può raccontare la storia da mille punti di vista; con lui non hai scampo, nulla di ciò che dirai potrà aggiungere interesse…arrenditi e cerca di cambiare discorso.

IL BOSCAIOLO: non conosce emozione, solo il rumore dell’accetta: “il mio piccolino ha messo un dente” “non hai ancora visto niente, devono crescergliene 20” – “Susanna si è sposata Marco” “Marco? non sa cosa l’aspetta” STOP. Inquietante.

Chi come me chiacchiera per il gusto di chiacchierare, senza altro scopo che il puro relax, chi preferisce una sessione di chiacchierare a una puntata di Beautiful, si stanca facilmente e pensa...se dalle 9 alle 5 DEVO devo performare, sapere, dimostrare, dopo le 5 VOGLIO chiacchierare, voglio un mondo perfetto in cui le avventure di Sonia e di Amilcare sono solo un pretesto per fare “rete”: “Giorgia aspetta un bambino?” “ma dai, che bella notizia...andiamo al cinema?” PUNTO  -  “Hai visto la nuova macchina di Amilcare? “sì, è enorme…come farà a parcheggiare! Ahahah Pizza e birra?" PUNTO


Forse è più facile volere un Lucano!