giovedì 23 aprile 2020
Isolamento e convivenza - Parte 1
domenica 15 marzo 2020
"Chissene"
mercoledì 13 novembre 2019
Nomen omen (o anche no)
Mini porta il nome di un grande condottiero del Nord, uno stratega, un combattente, “il Re Sergente", severo, militare, un leader naturale! ….In realtà somiglia molto di più a Quinto Fabio Massimo, "il Temporeggiatore" :
- è di una lentezza esasperante: tra il dire e il fare ci sono varie altre priorità
- è più intellettuale che fisico, cerebrale, contorto e complicato: un politico naturale, la dialettica è il suo pane vero: la ragione che porta alla verità: LA SUA però
- è un oratore sopraffino, un negoziatore: dato un assunto di partenza (qualsiasi), conduce il suo interlocutore al suo esatto contrario senza lasciargli via di scampo
- è affettuoso ed empatico – freddo e razionale!
- è prudente, attento, pasticcione, distratto, pigrissimo, intellettualmente sfidante, rispettoso e scientemente anarchico. E' difficile essere autorevoli con lui, difficilissimo essere autoritari, ha sempre in canna un'argomentazione o una risposta: "cosa intendi, precisamente? ti devo far notare, ti devo chiedere, devo finire, fare, giocare, andare, guardare, non voglio, non volevo, pensavo…bla bla bla"
- è capace di analisi e di collegamenti a cui non riusciremmo a pensare. Io e Maxi abbiamo svariate sinapsi e titoli da esibire e spesso rimaniamo senza argomenti: "non sono io che sono distratto, sei tu che hai fatto due richieste ravvicinate uguali e contrarie"; "lo so come si dice in inglese, ho scelto io di dirlo come voglio perché io non sono inglese"
- è un'esperta in logistica: sposta oggetti, raccoglie cose di ogni genere, dimensione e peso in ogni luogo. Accumula, sparge, recupera, movimenta, modifica, ritaglia, incolla (tutto contemporaneamente)
- ha un tempo di comporto minimo nell'alternanza delle emozioni (noi sì però), passa dal riso al pianto senza passare dal via!
- non ha tempo per il dolore, piange per nervi, frustrazione o per onore
- è permalosa e caparbia, determinata e prepotente. Dispone e organizza cose e persone puntando un indice microscopico ovunque e urlando sguaiatamente. Ha le dimensioni di un chiuaua e la forza di un molosso
- le sue regole sono rigorosamente non negoziabili. Somigliano alle nostre ma solo rivedute e corrette diventano applicabili!
- pretende risposte – hic et nunc altrimenti prende lei in mano le redini di un contraddittorio e lo gestisce imperativa e risolutiva
- è caparbia e competitiva: si allena fino allo sfinimento “sulle cose che non sa perché quelle che sa, le sa”. Da grande vuole fare le Olimpiadi o la veterinaria o la cantante (è stonata come una campana bucata ma nessuno ha il coraggio di dirglielo)
- è una donna cosciente del suo valore: con i maschi si impone solida e forte, con suo fratello invece piega le ginocchia e il crapino e lo guarda innamorata senza scampo
lunedì 21 ottobre 2019
Rinascimento e cellulare
Ma è la Velocità la punta di diamante. E lo scrivo su un mezzo lento e quindi non più interessante. E tu che stai leggendo sappi che sei l’unica (oltre a me) ad essere arrivata fin qui. Tra lettura veloce, lettura a F, parole chiave, risposte che arrivano prima delle domande e…“faccine”, la comunicazione oggi è isterica, sincopata, abbreviata, supersonica e molto molto comica, ricca di spunti da cui trarre il quarto d’ora di fama che non si nega mai a nessuno, nemmeno a me che sto scrivendo.
# “domattina a che ora la riunione?” [mumble: “guarda l’agenda”]
Ma il vero flusso di coscienza della comunicazione 3.0, il solo liberitutti è lui: Whatsapp. E’ veloce, efficace e sa sempre tutto. E’ multifunzionale: scrittura, voce, video, foto, simboli; Signore incontrastato di questo Rinascimento; vittima e carnefice, áncora, egocentrico protagonista in ufficio, a casa, in piazza, in un qualsiasi gruppo umano.
I gruppi esistono in varia declinazione e nascono come funghi: ufficio, colleghe, colleghe simpatiche, compleanno della collega, riunione di domani, amiche (in decinaia di sottodeclinazioni), regali/feste (si autogenerano), famiglia (in svariate sotto declinazioni) etc... e tutti con picchi di creatività notevole:
# Gruppo: regalo di laurea per Maria
# Gruppo: cena di Natale
E poi: faccine a pioggia, errori di battitura e messaggi criptici dettati e non corretti
Il pezzo “i gruppi whatsapp” è trend topic su tutte le piattaforme comiche. Ha salvato carriere, creato carriere tutte attorno a una sola dichiarazione di fantozziana memoria: “la chat di classe è una cagata pazzesca”….92 minuti di applausi, standing ovation, candidato alle presidenziali USA.
Oggi, dopo 10 anni di gruppi classe, voglio dire una cosa controcorrente: alla fine A ME I GRUPPI classe, ufficio, amici MI piacciono un sacco! C'è voluto tempo ma ho imparato a capirli, a usarli, a leggerli. Tutti hanno un po' imparato direi. Si fanno lì dentro le stesse cose che si facevano negli anni ’80 salvo che invece di stare seduta sul divano, mentre faccio una domanda qualsiasi posso fare altre 556 cose: stendere, cucinare, camminare, ascoltare musica, e anche quelle che non si possono scrivere sul blog. La differenza tra me e mia mamma è lei per chiedere alla mamma di Gegia i compiti per domani avrebbe dovuto sedersi, comporre il numero sul telefonone della SIP, sperare che fosse a casa, fare due chiacchiere di circostanza e poi arrivare al punto. Totale 15 minuti. Era fuori luogo? Era inopportuna? Forse. Ma era segreta, tutt'al più se la mamma di Gegia avesse voluto raccontare della domanda inopportuna avrebbe dovuto rifare tutta la trafila della telefonata per dirlo a qualcuno e allora sai cosa c’era? Pazienza, vado a fare la spesa. A domanda…risposta e sciao, la notiziola della domanda inopportuna era relegata a chiacchiere tra 4 mura.
Oggi ogni esposizione è pubblica e ha un prezzo da pagare. Le mura non esistono più, o meglio non sono più per sole 4 persone ma per i “follower” - mai meno di una centiade.
Ogni tanto leggo e mi viene da ridere, da sorridere, da rispondere, da ribattere. Ogni tanto invece mi spiace per quei silenzi rumorosi che come il vapore non fanno rumore ma si sa bene che trovano sfogo da qualche parte. Sì perchè tutto ciò che si scrive viene giudicato, analizzato e amplificato. Che faticaccia fanno in tanti. Io - che nella rosa di emozioni preferisco quella dell'indignazione - che per prima scrivo cose sbagliate e leggo cose in modo sbagliato...consiglio a tutti LEGGEREZZA, supporto, comprensione per tutto quello che c'è dietro lo schermo. Come si dice? Mettersi le scarpe di qualcuno prima di giudicare? Ecco, mettiamoci dietro quella tastiera e poi ne parliamo.
Detto questo, grazie di aver letto. Oggi avevo voglia della mia dose di palcoscenico.
E ora...che parlino gli haters perché i consensi sono fuori moda.
lunedì 23 settembre 2019
Volevo solo...
- La cucina è pulita ma io la tisana la voglio…e intanto che ci penso sono le 22:05 ma intanto ho controllato i diari e firmato due avvisi per Mini e Micro, multitask 24 ore al giorno
- La tisana, giusto. Antina e mug. Quale? Io adoro i mug, nel dubbio chi mi conosce mi regala un mug, scegliere è sempre una lotteria! Questa, no questa che è più grande, però è pesante, questa, sì…trovata!
- La tisana, giusto. Tisana, pare facile…ne ho 87 tra foglie e filtri, prendi la scatola che contiene le scatole, è bellissima, di legno con il vetro, pesa un tot ma ne è troppo bella...però forse preferisco quelle in foglie nei barattoli, non lo so vorrei quella per digerire, ma anche quella per dormire però forse ho le gambe gonfie, vediamo…la malva o il ginseng, però lo zenzero...
- Trovata! Ovviamente quella fresca quindi ci vuole filtro, cucchiaino e foglioline che vanno dappertutto e sono le 22:11
- Rimetti a posto le tisane, i barattoli, le scatole, la scatola, non ci stanno, ricomincia daccapo, è un tetris ma ce la puoi fare, oh guarda, la camomilla non è finita, magari cambio idea ma no dai, stasera no, rimetti tutto a posto.
- L’acqua: del rubinetto? Il lavandino è tanto bello pulito, senza una goccia, odio chi usa la cucina dopo che è stata pulita. Della bottiglia? Apro il frigo, chi ha messo via la bottiglia quasi vuota? La finisco ma non mi basta, vado in balcone porto il vuoto, metto il vetro nella cassetta, il tappo nella plastica, prendo quella piena, metto già la guarnizione di plastica nel bidone e già che ci sono chiudo il sacco così domani lo porto giù mentre esco e rimetto un sacco nuovo che non si sa mai ma sono dentro perché li ho appena comprati e apri la confezione e butta la fascetta nel contenitore della carta, accidenti qualcuno ha buttato una scatola senza romperla, aspetta che rompo la scatola, butto la fascetta e torno alla plastica. Taglia un sacco nuovo dal rotolo, non è come dirlo, ci vuole Hulk ma tira qui e tira lì ecco fatto. Sacco vecchio qui, sacco nuovo lì, rotolo di sacchi qua. Cosa stavo facendo? Ah sì, la tisana. E sono le 22.17
- Tazza piena d’acqua, ovviamente il lavandino si è bagnato, va là che passo la pezzuola ma guarda qui questa macchietta non l’avevo vista, aspetta che con lo spray la tolgo. Ci vuole lo spray per l’acciaio, è nello sgabuzzino, ah ma guarda è finito il detersivo, meglio aggiornare la lista della spesa così domani la faccio on line, mi sa che sono finiti anche i biscotti, andiamo a vedere. Cosa stavo facendo? Ah sì, la tisana. E sono le 22:23
- Ding! Fa il microonde. Finalmente. Vado a berla sul divano, con il vassoietto tanto caruccio che mi hanno regalato per il compleanno nmila anni fa. Antina, vassoietto che siccome è piccolo cade sempre dietro. Microonde, tazza…scotta un po’, ci vuole la presina, prendi la presina.
- Togli il filtro ma occhio alle gocce e alle foglioline; vanno nell'umido ma non cadono tutte mannaggia a loro, però guarda come è pieno…potrei quasi buttare anche l’umido domattina, aspetta che lo chiudo e lo metto vicino alla plastica, poi rimetto il sacchetto nuovo che è là dietro i sacchetti, porca miseria cascano sempre dietro al cestino. Fatto. Sacco pieno qui, sacco nuovo nel bidoncino e via.
- Sciacquo il filtro nel lavandino ma con cura perché le foglioline rimaste che cadono nel filtro del lavandino, anche loro vanno nell'umido e non nello scarico ma porca paletta ho appena chiuso il sacchetto, che palle bagnare il sacchetto nuovo con le foglioline della tisana che poi fa il fondino con l'acqua…Greta fattene una ragione le butto nel nero dove ci sono altre mila cosa e che potrei chiudere per portarlo già ma a questo punto della differenziata non me ne frega più una fava, devo asciugare il lavandino che è viola come la mia tisana, la tisana si è raffreddata, ho in giro la presina, il filtro, il vassoietto e a breve anche la tazza vuota e per fortuna che non metto zuccheri vari altrimenti avrei anche il cucchiaino.
- Sono le 22:30, volevo solo una tisana e il divano e invece sono intrappolata in un loop spazio temporale perverso. Non riesco a uscire dalla cucina che con i tentacoli della raccolta differenziata, del lavandino pulito altrimenti le donne di 4 generazioni dietro di me si ribellano e mi fanno dormire male, la tisana fa schifo, è gelata e non la voglio più. Chi non è andato a letto sta guardando la partita perché ho perso il turno per la scelta del film e io provo a uscire dalle sabbie mobili attaccata agli stipiti della cucina che confinano con la lavanderia che canta suadente le sue canzoni ipnotiche: vieni a stendere, riempimi, svuotami, piegami… nooooooo
lunedì 9 aprile 2018
Pensavo fosse un ladro, invece era un benefattore
- errore: la cena delivery è un’aberrazione moderna: arriva fredda, non è elegante, sminuisce il valore del ristorante e del cibo, non è etica, è consegnata da ragazzi sottopagati e senza sicurezze. Ho sbagliato ad alimentare questo orrore moderno.
- errore: avrei dovuto chiamare le forze dell’ordine per denunciare ignoti per il furto di un bene mobile non registrato e incustodito e invece ho regalato al ragazzo una bicicletta…
- errore: la bicicletta era incustodita e non legata - seppure in un luogo chiuso e privato ma lui non avrebbe dovuto lasciarla, nemmeno per essere più veloce, avrebbe dovuto legarla e fare con calma
- errore: lui non dovrebbe accettare di lavorare in questo modo, dovrebbe pretendere un mezzo di trasporto aziendale, protetto e assicurato, dovrebbe lottare per i suoi diritti di lavoratore
- errore: ci vuole una sorveglianza notturna, chi ha votato per il no in assemblea ha sbagliato e adesso è tutto chiaro
venerdì 6 ottobre 2017
viavai
Ieri io ho portato lei lì mentre lui portava l'altro là. Poi sono tornata qui, e ho portato l'altra là. Abbiamo aspettato aspettato aspettato e sono anche tornata qui perché lui mi ha dato uno strappo e poi sono tornata là di corsa.
A quel punto volevo dare un pugno a un tizio ma era molto figo quindi pazienza. E siamo tornate qui con le pive nel sacco.
Nel frattempo una è andata là e poi lì - per niente - e quindi è andata là. Siccome alla fine qui è arrivata anche lei, io sono andata là con l'altra così adesso sappiamo tutto (ma da lì siamo dovute andare là perché lì era sbagliato). ho anche salutato lei...super sorpresa.
Poi da lì sono andata là e poi là - per niente perché lui era là e finalmente sono tornata qui e sono andata su, poi giù poi su e alla fine ci sono rimasta.
Ho fatto questo e quello, ho parlato con uno e con l'altro e poi...pazienza...è andata così. Ero stanchissimo, esattamente come chi sta leggendo e allora ho convinto Morfeo a venirmi in soccorso.
E così finisce la disavventura della signora bonaventura che nonostante tutto ha ancora una voglia matta di riderci su!
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