mercoledì 3 luglio 2013

Programmi, richieste e desideri impossibili

"Maxi guarda, mi è rimasta proprio una pancia enorme dopo l'arrivo dei nanidagiardino, peccato."
(N.d.a. Prima dei bambini ero alta, bionda, magra, circa 90-60-90 per 58/60 kg, calcavo le passerelle di Parigi e non uscivo mai da casa senza trucco...lo giuro! Potrei rimediare con della palestra, e giuro che lo farò quando avrò terminato la lista degli alibi per non farlo.)

“Mamma, forse è perché hai un altro bambino nella pancia.”
“Oh santa pera, per carità Mini no, non c’è un altro bambino nella mia pancia, ti assicuro. Non ti bastano gli strilli, il disordine, la devastazione di quel dinosauro di tua sorella?”
“Bè sì, però io lo vorrei un altro bambino. Magari più calmo della piccola.”
“Umpf! Difficile prevedere se viene più calmo, pensa se venisse anche peggio di lei. Mini, una domanda: dato che vuoi un altro bambino, cosa dobbiamo fare con la piccola?”
“Bè, potremmo portarla in campagna da Ale e lasciarla in giardino. Lì non ci dà fastidio come qui in casa.”
“Certo, non fa una piega. Bisognerebbe sentire cosa ne pensa Ale (che ha 2 anni e mezzo). Per il momento ti assicuro che non c’è nessun bambino nella mia pancia, mi spiace e in attesa di portarla in campagna da Ale, dobbiamo per forza abituarci a vivere con il piccolo dinosauro.”
“Ah, ho capito. Posso vedere un cartone adesso?”

La conversazione è un ritaglio di quel girone dantesco serale “dalle 7 alle 9.” Io sistemavo la cucina, Mini mangiava un gelato, Micro seminava sul pavimento il contenuto di tutte le antine a portata di mano, della mia borsa, di due cassetti più oggetti portati da altre stanze. E Maxi guardava desolato il pavimento della nostra cucina scomparire sotto la furia devastatrice del piccolo dinosauro che abita con noi.

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